Fare amicizia con le emozioni

di Maria Chiara Verderi BFRP

Le emozioni sono reazioni innate e automatiche del nostro organismo agli stimoli reputati significativi, dal punto di vista della sopravvivenza e della continuazione della specie, provenienti dall'ambiente esterno (minacce, aggressioni, suoni forti, spaventi) o anche dall'ambiente interno (dolore fisico, sostanze nocive, febbre e altre malattie, esposizione al freddo).

Le informazioni significative che ci colpiscono attraverso i sensi generano immediatamente una situazione di allarme e quindi molte risorse cerebrali sono chiamate ad occuparsi del problema. L'obiettivo è uno solo: di fronte ad un pericolo o ad altre reazioni emotive intense non abbiamo tempo da perdere nè risorse mentali da sprecare, ogni nostra risorsa viene utilizzata per prepararci ad attivare reazioni efficaci e molto veloci.

Un'altra funzione importante delle emozioni è quella di trasmettere agli altri il contenuto delle nostre risposte. Darwin per primo osservò che sia gli esseri umani di tutte le culture sia gli animali posseggono un repertorio di espressioni che, in momenti ad alto impatto emotivo, hanno il compito di avvertire gli altri delle intenzioni comportamentali successive. Se notiamo un cane che mostra i canini possiamo immediatamente dedurre che la cosa migliore da fare è allontanarsi! Anche negli esseri umani l'espressione della rabbia non è poi molto diversa.

Quando un impulso attira la nostra attenzione si verificano nel nostro organismo tutta una serie di attività neuronali e chimiche volte a mettere l'organismo in condizione di rispondere il più rapidamente possibile allo stimolo.

I sensi inviano le informazioni all'ipotalamo e da lì partono due serie di segnali: uno ormonale diretto a ipofisi e ghiandole surrenali che produrranno una mobilizzazione generale delle risorse dell'organismo. Una gran quantità di energia viene sottratta a funzioni che in quel momento non sono urgenti e resa disponibile per affrontare la situazione critica.

L'altra via, quella nervosa, incrementerà l'attività cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno così che, senza nemmeno averci consciamente pensato, ci ritroveremo l'apparato muscolare perfettamente pronto all'azione.

L'effetto è più o meno questo: "Attenzione! succede qualcosa!" "Dobbiamo allontanarci o avvicinarci?" "Ok! Allora AZIONE!"

Le emozioni principali o di base comunemente classificate sono paura, rabbia, disgusto, sorpresa, gioia e tristezza.

Oltre ai meccanismi automatici l'educazione e l'acculturazione apportano un insieme di strategie di decisione socialmente ammissibili e desiderabili che, a loro volta, rafforzano la sopravvivenza.

I sentimenti, invece, sono le esperienze mentali private di una emozione, sono l'esperienza di ciò che il corpo fa mentre prova un'emozione.

La nostra vita è costituita da cicli continui di emozioni seguiti da sentimenti di cui veniamo a conoscenza e che a loro volta generano nuove emozioni in una polifonia continua che accompagna i nostri pensieri, le nostre azioni ed i nostri comportamenti.

Quando siamo in preda ad una eccitazione emotiva, questa inevitabilmente dominerà e controllerà il nostro pensiero razionale. Viceversa il pensiero razionale non riuscirà a prendere il posto delle emozioni. Le emozioni ci capitano, sono al di fuori della nostra volontà, non possiamo generarle a comando e non possiamo avere un controllo diretto su di esse.

Vale a dire che non basta ripetersi che l'ansia scompaia affinchè questo accada o sentirsi raccomandare di "non pensarci più" per sentirci meglio.

Platone ritiene che l'intelletto dell'uomo debba tenere sotto controllo la forza delle passioni proprio come ad un valente auriga è dato guidare la smania dei destrieri.

La cultura cristiana condivide all'origine l'identica diffidenza nei confronti delle passioni e delle emozioni che le alimentano e si orienta a concepire la norma morale come la "recta ratio" che governa il cosmo, alla quale occorre conformarsi rendendo irrilevante la passione, le sue illusioni e suggestioni.

Persino il sistema giuridico tratta i delitti passionali diversamente dagli altri proprio ad indicare la grande difficoltà a contenere e controllare le azioni che scaturiscono dalle esplosioni emotive.

In realtà le emozioni in se stesse non sono nè buone nè cattive, sono semplicemente un aiuto fornitoci dall'evoluzione e che noi possiamo usare più o meno bene.

Moltissimi sono i metodi per aiutarci a contenere i nostri stati emotivi, oggi tutti noi abbiamo la fortuna di poter scegliere tra una vasta gamma di sistemi e discipline, bisogna solo trovare quello che più ci convince e con cui siamo più in sintonia.

Ho potuto osservare che il metodo del dott. Bach è un aiuto eccellente indirizzato proprio a questo fine.

Ho constatato in molteplici occasioni che l'effetto dei fiori riesce a dare invariabilmente un equilibrio a persone e animali in difficoltà con delicatezza e naturalezza. Non esistono stati emotivi negativi: esistono invece stati emotivi in disequilibrio. Non dobbiamo sopprimere le nostre emozioni ritenute inaccettabili, innanzi tutto perchè è pressochè impossibile e secondariamente perchè ogni emozione ed ogni stato emotivo hanno un lato magnifico e benefico.

Come diceva il dott. Bach, non dobbiamo eliminare uno stato emotivo bensì intensificare le qualità positive di quello stesso stato affinchè vengano rimosse quelle negative corrispondenti.

Scrive Stefan Ball del Bach Centre nel suo libro I Fiori di Bach:

Sono "medicine" per le emozioni, il cui scopo è portare in equilibrio gli stati mentali negativi e risolvere i difetti del carattere sviluppando le virtù corrispondenti. Ciò significa che ognuno di noi può ottenere i benefici salutari derivati da una vita emozionalmente equilibrata. Poichè sono uno strumento semplice che ognuno può imparare ad usare, ci danno la possibilità di avere il controllo sulla nostra vita emozionale. Noi tutti possiamo essere in armonia con noi stessi e, come la Psiconeuroimmunologia sta dimostrando, basta questo per farci sentire meglio e più in salute.

Ristampato da fioridibachinhospice.blogspot.it con il permesso dell'autore.